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Informazione sul comunicato

Progetto di screening per la malattia celiaca nel bambino in età scolare

L’Azienda ULSS20 di Verona, in collaborazione con la Società Italiana di Gastroenterologia e Nutrizione Pediatrica (SIGENP) e con il supporto in cofinanziamento della Fondazione Cariverona, ha approntato un Progetto di screening della popolazione nell’età evolutiva che mira essenzialmente all’individuazione di casi misconosciuti di malattia celiaca, reclutati nella popolazione scolastica dei primi anni della Scuola Primaria. La celiachia è una patologia che, nei soggetti geneticamente predisposti, colpisce primariamente l’intestino, causata dal glutine, principale frazione proteica del frumento e di altri cereali.  E’ una delle patologie croniche più frequenti in assoluto, riguarda circa l’1% della popolazione generale in Italia e la sua frequenza appare essere in aumento nel corso delle ultime decadi. L’ espressione clinica della celiachia è molto variabile: nei casi tipici si manifesta precocemente con sintomi intestinali quali diarrea cronica, inappetenza, addome globoso e calo di peso. Più spesso tuttavia si tratta di forme atipiche nelle quali predominano sintomi meno eclatanti, di tipo extra-intestinale (anemia, stanchezza cronica, ritardo puberale), oppure la sintomatologia è del tutto assente, configurandosi il quadro delle forme silenti. A causa della variabilità del quadro clinico, la maggior parte dei casi di celiachia sfuggono per molto tempo alla diagnosi e rimangono pertanto esposti al rischio di complicanze tardive, anche gravi. Pertanto, dato che solo una piccola parte (20-25%) dei casi di celiachia presenti nella popolazione sono adeguatamente riconosciuti e curati prima che si instaurino nell’organismo complicanze, tutti gli esperti del settore sottolineano l’importanza di un intervento di prevenzione secondaria mirato ad una diagnosi tempestiva di malattia celiaca. L’approccio più corretto per l’individuazione dei casi “sommersi” di celiachia è considerato lo screening della popolazione nell’età evolutiva, senza dubbio più efficace, seppur complesso per varie motivazioni. Il Progetto, più ampiamente, prevede molteplici obiettivi primari che comprendono anche la valutazione attualizzata della frequenza di celiachia nella popolazione italiana in età scolare, in due aree del territorio nazionale, quella dell’est veronese e un’altra nel Centro Italia, ad Ancona. Responsabile del Progetto di screening è il dr. Mauro Cinquetti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria dell’ULSS20 e Segretario Regionale Veneto della Società Italiana di Gastroenterologia e Nutrizione Pediatrica. Il progetto di screening, definito insieme a Carlo Catassi, professore di Pediatria all’Università Politecnica delle Marche, prevede che tutti i casi arruolati in questa indagine siano sottoposti ad uno screening di primo livello mediante ricerca di tipo genetico su goccia di sangue prelevato da micropuntura sul dito. I bambini negativi a tale test, percentuale attesa del 60-70%, non saranno ulteriormente esaminati e per loro non ci sarà più alcuna necessità futura di effettuare indagini inerenti alla celiachia, non essendo predisposti a tale malattia. I positivi (30-40%) saranno richiamati per eseguire prelievo venoso per la determinazione anticorpi antiglutine. Nei casi con celiachia sospetta sulla base degli esami del sangue, sarà proposto un completamento diagnostico presso il locale Centro di Gastroenterologia pediatrica. E’ previsto l’arruolamento complessivo di circa 5000 bambini nei due Centri partecipanti, ovvero 2500 bambini nella provincia di Verona ed altrettanti ad Ancona. Ci si attende che questo studio possa fornire una stima attuale della frequenza di celiachia in età scolare in Italia, su campione ampio e rappresentativo della realtà nazionale. L’indagine permetterà inoltre di sensibilizzare la popolazione sul problema della celiachia, patologia tra le più comuni nel nostro Paese, ma spesso non diagnosticata, la cui cura consiste esclusivamente nella eliminazione del glutine dalla dieta. L’Ufficio scolastico territoriale  di Verona ha dato la propria disponibilità ad effettuare tale indagine nelle scuole Primarie dell’est veronese, con il coinvolgimento degli alunni delle classi seconda e terza; la dott.ssa Anna Lisa Tiberio sarà la referente per il monitoraggio di questo progetto.
Verona,13 aprile 2015

 

Fonte: Ufficio Stampa 13 Aprile 2015

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